Recupero crediti muovere i primi passi

Chi vuole farsi restituire una somma di denaro, solitamente, chiede al debitore di adempiere la prestazione, anche oltre il termine stabilito dalle parti.

Talvolta, però, il debitore si rifiuta di adempiere o rimane inerte, per i motivi più vari (difficoltà economiche, contestazione del credito, astio nei confronti del creditore ecc.).

Il primo passo, in questi casi, è quello di affidarsi ad un avvocato che possa assistere il creditore lungo il farraginoso iter della procedura di recupero del credito. L’avvocato, dopo aver assunto le informazioni che ritiene utili, scriverà al debitore, invitandolo ad adempiere entro un certo termine (in genere, non più di quindici giorni), pena l’inizio della procedura giudiziale vera e propria. All’interno della diffida, verrà inserita anche una formale costituzione in mora, per cui dal momento del ricevimento della lettera o PEC, la somma da restituire verrà maggiorata degli interessi moratori, ulteriori rispetto a quelli legali. Al debitore, inoltre, potrebbe essere addossata anche l’ulteriore spesa derivante dall’intervento legale, poiché il creditore è stato costretto ad affidarsi ad un avvocato, la cui parcella deve essere pagata. Tale fase viene detta stragiudiziale, in quanto non vi è ancora alcun coinvolgimento del giudice, ed è la via più bonaria per ottenere quanto dovuto.

Questo approccio, chiaramente, si rivela più funzionale ed efficace qualora il rapporto creditore – debitore abbia un basso grado di contestazione, perché la scelta di non adempiere non è deliberatamente voluta oppure il debitore comprende l’onerosità di avere un processo contro la sua persona. Nel caso in cui si ravvisi la buona volontà di adempiere del debitore, ma egli sia oggettivamente impossibilitato a saldare tutto quanto dovuto, è possibile accordarsi anche rateizzando il debito e fissando nuove scadenze dilazionate nel tempo, stabilendo un così un piano di rientro. Qualora nonostante i numerosi solleciti il debitore rimanesse comunque inerte, allora il creditore che voglia vedere soddisfatto il proprio credito non può che agire in giudizio tramite un avvocato, che possa tutelare le sue ragioni.

Ciò determinerebbe l’inizio della fase giudiziale del recupero del credito.

Emanuele Marino 

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