I messaggi di WhatsApp possono avere valore probatorio

Quando si conversa per messaggi su WhatsApp, si riscontrano frasi spesso offensive o che possono avere un valore probatorio e quindi utilizzabili in un eventuale processo.

La domanda che ci poniamo è la seguente: è possibile utilizzare i messaggi come prove in un processo?

La Corte di Cassazione ha stabilito che i messaggi ricevuti e inviati tramite l’applicazione informatica di messaggistica istantanea sono, a tutti gli effetti, da considerare come prova e quindi possono far parte delle prove nei processi civili e penali.

Sono da considerarsi prova non solo i messaggi ma anche gli audio e fotografie o video, considerati prove ex articolo 234 del c.p.p.:

 “È consentita l'acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo”.

Come dimostrare la genuinità del messaggio?

Alcune delle modalità per dimostrare che tali messaggi siano “genuini” sono:

  • Uno screenshot

  • La trascrizione dei messaggi inviati tramite WhatsApp

  • La testimonianza dei messaggi WhatsApp

  • Acquisizione del cellulare al processo

  1. Lo screenshot (o gli screenshots) per essere considerato come prova in un processo deve essere stampato o in altri casi presentato in allegato con una penna usb al fascicolo. Può essere considerato come una prova solo se la controparte non la contesta, in tale caso il materiale non potrà più essere utilizzato e quindi i messaggi non potranno più essere considerati come prova. La Cassazione ha però precisato che la contestazione deve essere giustificata da motivazioni ( per esempio l’assenza della data nel messaggio incriminato).

 

  1. La trascrizione dei messaggi inviati tramite WhatsApp è stata ammessa dalla giurisprudenza, in caso di contestazione sulla veridicità potrà essere chiesto al giudice di disporre una consulenza tecnica, ciò significa che il giudice potrà , di sua iniziativa o su richiesta della parte, eleggere un perito affinché visioni ed esamini ile chat e il supporto riportandone il testo su un documento cartaceo. La trascrizione dei messaggi e delle chat è la riproduzione dei contenuti della prova principale quindi deve esserne verificata l’autenticità, l’attendibilità e la paternità grazia all’esame diretto anche del supporto

 

  1. La testimonianza dei messaggi WhatsApp invece, prevede la semplice dimostrazione del contenuto dei messaggi a una persona che testimonierà e dichiarerà ciò che ha letto davanti al giudice. I messaggi diverranno in seguito una prova e entreranno a far parte del processo come prova testimoniale.

 

  1. L’acquisizione del cellulare al processo avviene nel caso in cui un messaggio, possibilmente incriminato, può diventare una prova poiché il supporto telefonico permette di dimostrare la veridicità della prova che verrà poi stampata.

Un nuovo confine che si estende e che grazie alla tecnologia permette all’ordinamento giuridico di “adeguarsi”.

 

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