Riforma della cittadinanza italiana iure sanguinis: i primi effetti dopo il comunicato della Corte Costituzionale dell'11 marzo 2026

La riforma della cittadinanza italiana per discendenza, introdotta con il decreto-legge n. 36 del 28 marzo 2025, continua a rappresentare uno dei temi più rilevanti e dibattuti nel diritto dell’immigrazione e della cittadinanza.

Il recente comunicato stampa della Corte Costituzionale dell’11 marzo 2026, pubblicato all’indomani dell’udienza sulla legittimità della riforma, ha fornito un primo orientamento sull’esito del giudizio di costituzionalità sollevato da diversi tribunali italiani.

Pur trattandosi di una comunicazione preliminare e non ancora della sentenza definitiva, il comunicato anticipa un punto centrale: secondo la Corte, il decreto-legge che ha modificato la disciplina dello ius sanguinis sarebbe compatibile con la Costituzione italiana.

Questa posizione produce inevitabilmente effetti su numerosi procedimenti giudiziari attualmente pendenti davanti ai tribunali italiani e coinvolge migliaia di richiedenti cittadinanza nel mondo.

E' nostro obbligo informarti che questo comunicato stampa, così come la sentenza della Corte Costituzionale che verrà pubblicata nei prossimi giorni, incideranno negativamente sul tuo ricorso il quale al 80% verrà rigettato con il rischio di subire anche una condanna alle spese legali della controparte.

Proseguire il giudizio o attendere gli sviluppi?

Alla luce del nuovo quadro, la scelta se proseguire immediatamente nel giudizio oppure attendere i prossimi sviluppi giurisprudenziali non può essere trattata come una decisione standardizzata. Si tratta, piuttosto, di una scelta strategica che deve tenere conto di più fattori:

  • rischio di rigetto del ricorso;
  • possibile condanna alle spese;
  • interesse concreto del ricorrente a mantenere attivo il procedimento;
  • eventuale opportunità di attendere ulteriori pronunce che potrebbero incidere sul quadro complessivo.

Dal punto di vista difensivo, questo è il momento in cui una valutazione personalizzata diventa indispensabile. Un approccio uniforme per tutti i ricorrenti sarebbe inadeguato: in alcuni casi può essere preferibile proseguire; in altri, invece, può essere più prudente attendere ulteriori sviluppi prima di compiere scelte processuali definitive.

Il ruolo dello Studio: informare, chiarire, orientare

In una fase come questa, il compito dello Studio non è solo quello di aggiornare il cliente sull’evoluzione normativa e giurisprudenziale, ma anche di offrire un quadro chiaro, realistico e strategico delle opzioni disponibili.

Per questo motivo, ai clienti coinvolti in giudizi di cittadinanza iure sanguinis si raccomanda di contattare lo Studio per:

  • comprendere l’effettiva incidenza del comunicato e della futura sentenza sul proprio fascicolo;
  • valutare se sussistano ancora margini di prosecuzione;
  • analizzare i rischi processuali, inclusi quelli economici;
  • individuare la strategia più opportuna alla luce del caso concreto.