Tragedia sul lavoro a Torino: incidente mortale in via Genova riaccende l'allarme sicurezza

Una nuova tragedia nel cuore della città di Torino

Il mattino dell’8 settembre 2025, Torino si è svegliata con l’ennesima tragedia sul lavoro. Alle ore 7:30, in via Genova, una gru utilizzata per la sostituzione di un cartellone pubblicitario ha ceduto, provocando la caduta al suolo di un operaio, da circa 12 metri di altezza. La vittima è un cittadino egiziano di nome Yosif Gamal, conosciuto come “Jimmy”, 69 anni, residente a Moncalieri. L’uomo è morto sul colpo. Con lui era presente un altro operaio di 70 anni, rimasto illeso, ma ricoverato in stato di shock all’ospedale Molinette. In via Genova sono giunti i Carabinieri e gli ispettori dello Spresal, coordinati dalla pm Sofia Scopellato, per i rilievi dell’incidente.

Un episodio che evoca ricordi drammatici

L'incidente si è verificato a soli 300 metri dal punto in cui, nel 2021, tre operai morirono nel crollo di una gru durante l’assemblaggio di una torre edile. L’inquietante vicinanza geografica e la natura simile dell'accaduto sollevano interrogativi urgenti su controlli, standard e responsabilità nella sicurezza del lavoro.

Un contesto allarmante: l’età delle vittime e le condizioni operative

L'età avanzata degli operai coinvolti (69 e 70 anni) mette in discussione l’idoneità fisica a svolgere mansioni ad alto rischio, soprattutto in assenza di adeguati dispositivi di sicurezza. Secondo testimonianze dei residenti, i lavoratori non erano imbragati né visibilmente protetti, elemento che potrebbe configurare gravi violazioni delle normative sulla sicurezza.

Indagini in corso: accertamenti su responsabilità e carenze

Le indagini, condotte dai Carabinieri della Stazione Lingotto con il supporto del personale dello Spresal dell’Asl e sotto il coordinamento della pm Sofia Scapellato, mirano a chiarire le cause del cedimento della gru e a verificare l’eventuale inosservanza delle disposizioni previste dal D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro). Sarà essenziale accertare se il mezzo fosse sottoposto a regolare manutenzione e se l’azienda avesse programmato e attuato le misure preventive necessarie.

Un fenomeno sistemico: altri infortuni e mancanza di prevenzione

Nello stesso giorno, un altro incidente simile si è verificato a Marano, nel Novarese: un giovane operaio di 27 anni è stato trasportato in codice rosso dopo essere precipitato da un’altezza analoga. L’incremento degli incidenti gravi, in particolare tra lavoratori anziani o in contesti ad alta esposizione, impone una riflessione sulle politiche di prevenzione e sui limiti delle ispezioni sul campo.

Reazioni istituzionali: un richiamo collettivo alla responsabilità

Le reazioni delle autorità non si sono fatte attendere. Il Presidente del Piemonte, Alberto Cirio, ha dichiarato: “Non possiamo abbassare la guardia: sicurezza e prevenzione devono diventare fatti, non solo parole.” Una posizione condivisa da Elena Chiorino, vicepresidente e assessora al Lavoro, e dal sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha ricordato il drammatico incidente ferroviario di Brandizzo.

Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro, ha sottolineato il pericolo crescente per i lavoratori over 60. La senatrice Silvia Fregolent ha parlato di “tragedia annunciata”, invocando provvedimenti concreti, controlli sistematici, formazione obbligatoria e responsabilità più severe per chi omette tutele.

Responsabilità civile e penale in caso di infortunio sul lavoro

In caso di infortunio riconducibile alla responsabilità dell’azienda, quest’ultima può essere chiamata a rispondere sia in sede civile che penale. Sotto il profilo civilistico, ai congiunti della vittima compete la possibilità di richiedere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti, nonché le indennità previste dall’INAIL. Sul piano penalistico, i responsabili della sicurezza sul lavoro (datore di lavoro, dirigenti, preposti) possono essere perseguiti per i reati di omicidio colposo aggravato o di lesioni personali gravi o gravissime, in relazione alla gravità dell’evento lesivo.

Il D.Lgs. 81/2008, noto come Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, stabilisce obblighi rigorosi a carico del datore di lavoro, tra cui la valutazione dei rischi, la formazione del personale, l’impiego dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la manutenzione degli impianti e il controllo delle condizioni ambientali. La mancata osservanza anche di una sola di queste prescrizioni può costituire causa determinante dell’incidente.

L’intervento dello Studio Legale Associato Giambrone & Partners

Lo studio Giambrone & Partners fornisce assistenza legale multidisciplinare nei settori degli infortuni sul lavoro, del diritto del lavoro, della responsabilità civile e del processo penale. In situazioni di infortuni o incidenti sul lavoro, il nostro team supporta i familiari delle vittime nella richiesta di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali nei confronti del datore di lavoro o della compagnia assicurativa, valutando anche eventuali indennità erogate dall’INAIL.

Sul piano penale, lo studio assiste i congiunti della vittima durante le indagini, garantendo la tutela dei loro diritti, e si costituisce parte civile nei procedimenti a carico dei responsabili – datori di lavoro, dirigenti o preposti – al fine di promuovere l’accertamento delle responsabilità e l’effettiva applicazione della pena, assicurando che la giustizia compia il suo corso a salvaguardia degli interessi della vittima e dei suoi familiari.

Con sedi a Milano, Roma, Napoli, Palermo, Sassari, Catania e Salerno, nonché nelle principali capitali europee come Londra, Barcellona e Parigi, lo studio Giambrone & Partners è in grado di offrire consulenza legale multilingue e operare in contesti multigiurisdizionali, anche nei casi che coinvolgono soggetti esteri.

Trasformare la tragedia in cambiamento

La tragica morte di Yosif Gamal deve rappresentare un momento di svolta: non può esserci alcuna tolleranza per la violazione delle norme fondamentali sulla sicurezza sul lavoro. Le imprese hanno il dovere di prevenire i rischi, formare adeguatamente il personale, controllare le condizioni operative e, soprattutto, proteggere chi lavora. La legge non deve essere solo uno strumento di risarcimento, ma anche un mezzo concreto per prevenire nuove tragedie.

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