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La Banca Centrale della Lituania revoca la licenza a Transactive System UAB
Il giorno 1 giugno 2023, la Banca di Lituania ha deciso di revocare la licenza dell’istituto di moneta elettronica Transactive Systems UAB e di infliggere una sanzione pari a €280.000 per gravi violazioni in materia di antiriciclaggio (AML) e contrasto al finanziamento del terrorismo (CTF). La notizia riveste particolare interesse per soggetti stranieri con beni o rapporti finanziari in Italia che utilizzano o intendono utilizzare prestatori di servizi di pagamento europei: costituisce un segnale forte da parte delle autorità di vigilanza dell’Unione Europea sull’importanza di un’adeguata governance del rischio e della compliance.
I fatti – decisione e motivazioni
La decisione della Banca di Lituania
- La Banca di Lituania ha rilevato che Transactive Systems UAB aveva operato in “modo serio e sistematico” in violazione delle norme AML/CTF.
- In conseguenza, la licenza è stata revocata, e l’istituto non potrà più offrire servizi finanziari in Lituania.
- Entro cinque giorni lavorativi dalla decisione, la società doveva informare i propri clienti della procedura di liquidazione/cessazione e predisporre il rimborso dei fondi depositati presso conti aperti con essa.
Le motivazioni specifiche
Tra le numerose carenze e violazioni riscontrate dalla vigilanza lituana:
- Mancata identificazione adeguata dei clienti, dei loro rappresentanti legali e beneficiari effettivi.
- Apertura di conti “virtuali” o “anonimi” senza informazioni sull’utilizzatore finale
- Carenze nel monitoraggio delle transazioni: le operazioni non corrispondevano al profilo operativo/rischio del cliente né alla fonte dei fondi.
- Mancata implementazione di controlli efficaci per il finanziamento del terrorismo e per l’applicazione delle sanzioni internazionali.
- Fornitura di servizi finanziari a entità non autorizzate, e comunicazioni incomplete/errate alla Banca di Lituania che hanno ostacolato l’ispezione.
- L’istituto era, nel 2022, secondo per volume tra gli istituti di moneta elettronica e pagamento in Lituania (fatturato circa €13,1 miliardi).
Quali implicazioni per soggetti internazionali e chi ha beni in Italia
Perché interessa a chi opera dall’Italia
- Se un’impresa, un investitore o un privato residente in Italia ha utilizzato o sta considerando l’utilizzo di servizi di pagamento forniti da istituti regolamentati in altri paesi dell’UE, come la Lituania, occorre valutare attentamente il livello di vigilanza e la conformità regolamentare dell’ente.
- In un contesto internazionale, la revoca di licenza rappresenta un campanello d’allarme: non solo per l’ente coinvolto, ma anche per potenziali rischi reputazionali e per la continuità dei servizi.
- Per chi ha beni o conti all’estero con prestatori di servizi lituani, è opportuno verificare lo stato della licenza, la presenza di eventuali restrizioni, e predisporre un piano alternativo di uscita o sostituzione del prestatore.
Rischi specifici
- Fondamenti di recupero: i clienti della società revocata devono richiedere il rimborso dei fondi depositati, ma la procedura può essere complessa. La Banca di Lituania ha indicato che i fondi devono essere restituiti a un conto aperto presso un altro istituto accreditato.
- Rischio reputazionale e contrattuale: collaborare con un prestatore di pagamento che ha subito misure sanzionatorie può compromettere rapporti contrattuali (banche, fornitori, investitori).
- Compliance e normativa italiana/UE: gli operatori italiani che collaborano con fornitori UE devono assicurarsi che questi rispettino i requisiti AML/CTF in linea con la direttiva UE (EU) 2015/849 e la normat
- Continuità del servizio: in caso di revoca licenza, la fornitura del servizio può essere interrotta improvvisamente, generando problemi operativi (es. incassi, pagamenti, flussi transfrontalieri, depositi e prelievi).
Azioni consigliate
Per soggetti italiani o internazionali che operano nell’UE e desiderano massimizzare la sicurezza e la conformità:
- Verificare che il prestatore sia autorizzato e in regola (licenza attiva, vigilanza effettiva, assenza di sanzioni recenti).
- Richiedere documentazione aggiornata relativa alla compliance AML/CTF, ai controlli interni, al sistema di monitoraggio transazioni.
- Includere nei contratti clausole che prevedano la comunicazione immediata di eventuali restrizioni regolamentari o misure di vigilanza nei confronti del prestatore.
- Predisporre un piano di backup/uscita: alternative validi fornitori, trasferimento rapido dei fondi, comunicazione ai clienti.
- In caso di conti o beni in Italia che dipendono da flussi gestiti tramite prestatori esteri, collaborare con un professionista del diritto finanziario o tributario per valutare rischi e compliance.
La decisione della Banca di Lituania contro Transactive Systems UAB rappresenta un segnale forte: le autorità finanziarie europee non tollerano più violazioni sistematiche delle norme AML/CTF, e la revoca della licenza è una misura che può essere attuata rapidamente. Per investitori stranieri, titolari di beni in Italia, espatriati e imprese che operano a livello internazionale, questo caso sottolinea l’importanza di affidarsi a prestatori e intermediari finanziari solidi, regolamentati, con processi di compliance trasparenti e controllati.
Se avete interessi o rapporti finanziari con operatori esteri, o se avete utilizzato servizi di moneta elettronica/regolamentati in altri paesi UE, lo studio legale Giambrone & Partners può assistervi nella verifica della situazione, nella valutazione del rischio e nella predisposizione delle misure necessarie per tutelare i vostri beni e la vostra posizione. Contattateci oggi per una consulenza personalizzata: il nostro team multilingue (italiano, inglese, spagnolo, francese, arabo, portoghese) vi fornirà un’analisi rapida ed efficace.
