Adozione di bambini aperta ai single: la sentenza della Corte Costituzionale sui minori stranieri

Adozione aperta ai single: la sentenza n.33 del 21 marzo 2025 della Corte Costituzionale innova il panorama giuridico italiano.

Questa sentenza della Corte costituzionale ha rappresentato un cambiamento significativo nel diritto italiano in tema di adozione internazionale. La Corte, infatti, ha dichiarato incostituzionale il divieto per le persone singole di adottare i bambini stranieri, consentendo così a chi è single di intraprendere il percorso di adozione internazionale.

Il ragionamento giuridico

In sostanza, la Corte ha ritenuto ingiustificata la discriminazione tra coppie eterosessuali, coppie dello stesso sesso e persone singole, in relazione alla possibilità di adottare minori stranieri, in considerazione del fatto che l'adozione deve essere prima di tutto a beneficio del minore, che può essere accudito anche da una persona singola.

È bene precisare, però, che questa decisione riguarda esclusivamente le adozioni internazionali, mentre, ad oggi, le adozioni nazionali restano ancora vietate alle persone singole, salvo casi eccezionali. Infatti, in passato, le persone singole potevano adottare solo in circostanze molto particolari, come quando avevano già un legame stabile con il bambino o se il bambino era disabile. Ora, grazie a questa sentenza, le persone singole potranno accedere a un percorso ordinario di adozione internazionale, senza bisogno di conoscere in anticipo il minore, come avviene per le coppie eterosessuali.

I motivi della decisione

Il motivo alla base della dichiarazione di incostituzionalità risiede nel fatto che il divieto previsto dalla legge del 1983 limitava eccessivamente la possibilità per le persone singole di diventare genitori, andando contro i principi di solidarietà sociale e tutela del minore previsti dalla Costituzione. La Corte ha infatti sottolineato che il desiderio di una persona singola di adottare, pur non costituendo un diritto assoluto, deve essere rispettato nell'ambito di un processo di adozione che non metta in discussione l'interesse primario del minore.

Inoltre, la Corte ha riconosciuto che il divieto alle persone singole di adottare rischiava di limitare le possibilità di adozione dei bambini, in un momento in cui il numero delle domande di adozione internazionale è in calo. L'Italia, in questo modo, pur mantenendo il divieto nelle adozioni nazionali, si allinea ora ad altri paesi in cui le persone singole hanno la possibilità di adottare bambini all’estero, come già avviene in Russia, Colombia, India e altri paesi. Un’apertura ulteriore all’inclusività nel sistema di adozione internazionale italiano In definitiva, questa sentenza segna un passo verso una maggiore inclusività nel sistema di adozione internazionale italiano, pur mantenendo il giudizio del tribunale per valutare caso per caso l'idoneità dei genitori singoli. La Corte ha così aperto la porta a nuove opportunità per i bambini in cerca di una famiglia, riconoscendo che anche una persona singola può offrire loro un ambiente di crescita stabile e amorevole.

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