Il sito Giambrone Law utilizza diversi tipi di cookies per migliorare l'esperienza dei suoi visitatori. Mentre i cosiddetti cookies tecnici risultano fondamentali in quanto parte integrante del sito, ciascun utente è libero di mantenere attivi o meno i cookies di profilazione e/o di terze parti. Consigliamo un’attenta lettura della nostra policy al riguardo cliccando qui. Teniamo alla privacy dei visitatori del nostro sito tanto quanto a quella dei nostri clienti
Sostituzione di persona sui social: profili falsi, foto rubate e responsabilità penale
La creazione di un profilo falso sui social utilizzando nome, fotografie o altri elementi identificativi di un’altra persona può avere conseguenze giuridiche rilevanti. In determinate circostanze, infatti, l’impersonificazione online può integrare il reato di sostituzione di persona, previsto dall’art. 494 del Codice penale.
Il fenomeno è sempre più significativo perché bastano fotografie disponibili su Instagram, Facebook, LinkedIn o altre piattaforme per costruire un’identità digitale apparentemente autentica. Il falso account può quindi essere utilizzato per contattare amici, familiari, colleghi o clienti della vittima, pubblicare contenuti a suo nome oppure, nei casi più gravi, ottenere informazioni o denaro.
Quando un profilo falso può diventare reato?
Non ogni account anonimo o creato con uno pseudonimo costituisce automaticamente un illecito penale. La situazione cambia quando vengono utilizzati nome, immagini e informazioni appartenenti a una persona realmente esistente in modo tale da indurre altri utenti in errore sull’identità di chi gestisce il profilo.
La valutazione deve essere effettuata caso per caso, considerando le modalità con cui il falso account è stato creato, i dati utilizzati, le persone contattate e soprattutto le finalità perseguite dall’autore.
La giurisprudenza italiana si è già occupata dell’applicazione dell’art. 494 c.p. ai social network, riconoscendo, in presenza dei relativi presupposti, la rilevanza penale dell’utilizzo dell’identità altrui attraverso falsi profili.
Foto rubate e utilizzo dell’identità altrui
Uno degli scenari più frequenti riguarda le foto rubate dai social e successivamente utilizzate per creare un account falso.
Il fatto che una fotografia sia pubblicamente visibile online non significa che possa essere liberamente utilizzata per impersonare la persona ritratta.
In una vicenda relativa alla creazione di un falso profilo attraverso l’immagine di una persona inconsapevole, la Corte di Cassazione ha inoltre riconosciuto la possibilità del concorso tra sostituzione di persona e illecito trattamento di dati personali, in presenza dei rispettivi presupposti.
L’impersonificazione può assumere conseguenze ancora più serie quando il falso account viene utilizzato per pubblicare contenuti lesivi della reputazione, contattare clienti o colleghi oppure realizzare condotte fraudolente.
Cosa fare quando si scopre un falso profilo
Chi scopre che il proprio nome o le proprie fotografie vengono utilizzati da un account falso dovrebbe intervenire rapidamente, prestando però attenzione a conservare le prove prima che il profilo venga eliminato.
Può essere utile acquisire screenshot completi, username e riferimenti dell’account, fotografie utilizzate, messaggi inviati e comunicazioni ricevute dalle persone contattate dal falso profilo.
Successivamente è possibile utilizzare gli strumenti di segnalazione messi a disposizione dalla piattaforma e valutare, con l’assistenza di un professionista, le ulteriori iniziative da intraprendere.
Quando il falso account viene utilizzato per chiedere denaro, diffondere contenuti offensivi, ottenere informazioni riservate o danneggiare la reputazione personale o professionale della vittima, una valutazione legale tempestiva assume particolare importanza.
Tutela penale, reputazione e risarcimento del danno
La sostituzione di persona può rappresentare soltanto uno degli aspetti della vicenda.
A seconda delle modalità con cui viene utilizzata l’identità sottratta, possono emergere ulteriori questioni relative alla diffamazione, alla protezione dei dati personali, alla tutela dell’immagine e ad altre condotte illecite.
Possono inoltre verificarsi conseguenze sul piano civile. Un falso profilo può compromettere la reputazione personale o professionale della vittima e, in alcuni casi, provocare anche un danno patrimoniale. L’eventuale richiesta risarcitoria dovrà essere valutata sulla base delle circostanze concrete e del pregiudizio effettivamente subito.
Per questo è importante ricostruire l’intera vicenda e non limitarsi alla sola richiesta di cancellazione dell’account.
Come può assisterti Giambrone & Partners
Giambrone & Partners assiste privati, professionisti e imprese vittime di falsi profili, impersonificazione online e utilizzo abusivo dell’identità digitale, valutando gli strumenti di tutela più appropriati in relazione al singolo caso.
L’assistenza può riguardare la raccolta e conservazione delle prove, l’analisi delle possibili responsabilità penali e civili, la tutela della reputazione e le iniziative necessarie quando il falso profilo viene utilizzato per ulteriori condotte illecite.
La presenza internazionale dello Studio e l’approccio multidisciplinare consentono inoltre di gestire controversie digitali con elementi transnazionali, attraverso un team multilingue in grado di assistere clienti in italiano, inglese, spagnolo, francese, arabo e portoghese.
Hai scoperto un falso profilo con il tuo nome o le tue foto?
Se qualcuno sta utilizzando il tuo nome, le tue fotografie o i tuoi dati per impersonarti sui social, intervenire tempestivamente può essere fondamentale per preservare le prove, limitare i danni e tutelare la tua reputazione.
Contatta Giambrone & Partners per una valutazione del caso. Il nostro team può assisterti nell’individuazione delle iniziative più appropriate per proteggere la tua identità e i tuoi diritti anche in situazioni con elementi internazionali.
