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Cessazione dell'attivitá lavorativa in Francia: i rapporti con l'URSSAF
L’esercizio di un’attività professionale in Francia in qualità di lavoratore autonomo, libero professionista o datore di lavoro comporta l’iscrizione presso l’URSSAF, l’ente incaricato della riscossione dei contributi previdenziali e sociali.
Per molti lavoratori italiani trasferitisi in Francia per svolgere un’attività professionale, le difficoltà sorgono nel momento in cui tale attività cessa e il lavoratore rientra in Italia, dove risulta regolarmente iscritto e contribuente presso l’INPS o altri enti previdenziali nazionali.
Molti, infatti, interrompono la propria attività sul territorio francese ma omettono un passaggio fondamentale: la cancellazione della propria posizione presso l’URSSAF.
L’importanza della disiscrizione dall’URSSAF
Numerosi lavoratori italiani ritengono erroneamente che la cessazione dell’attività professionale in Francia, il rientro in Italia, l’avvio di una nuova attività lavorativa e il regolare versamento dei contributi all’INPS siano sufficienti a far cessare automaticamente ogni obbligo nei confronti dell’URSSAF.
In realtà, in assenza di una formale disiscrizione, la posizione contributiva in Francia può rimanere attiva e continuare a generare obblighi contributivi a carico dell’interessato.
Per questo motivo, al momento della cessazione dell’attività lavorativa in Francia, è essenziale procedere tempestivamente alla chiusura della propria posizione presso l’URSSAF, al fine di interrompere correttamente gli obblighi dichiarativi e contributivi.
Perché l’URSSAF continua a richiedere contributi?
Dal punto di vista amministrativo, in assenza di una comunicazione ufficiale di cessazione dell’attività e della conseguente disiscrizione, l’URSSAF può continuare a considerare il soggetto come professionalmente attivo sul territorio francese.
Di conseguenza, l’ente può continuare a calcolare e richiedere contributi previdenziali e sociali. Con il trascorrere del tempo, ciò può determinare l’accumulo di importi anche significativi, nonostante il lavoratore abbia trasferito la propria residenza fiscale in Italia e versi regolarmente i contributi all’INPS o ad altri enti previdenziali italiani.
Molti contribuenti si accorgono del problema soltanto quando ricevono una richiesta di pagamento, una diffida o un atto di recupero crediti relativo a periodi durante i quali erano già rientrati in Italia e vi esercitavano la propria attività professionale.
Recupero dei crediti contributivi e cooperazione tra Stati
Occorre inoltre tenere presente che il mancato pagamento delle somme richieste dall’URSSAF può, in determinate circostanze, avere conseguenze anche al di fuori del territorio francese.
Nell’ambito dei meccanismi di cooperazione esistenti tra gli Stati membri dell’Unione europea, non si può escludere che le autorità francesi possano richiedere l’assistenza delle autorità italiane, ivi compreso l’INPS per quanto di competenza, ai fini dell’accertamento o del recupero di crediti contributivi.
Per tale ragione, è opportuno non ignorare le comunicazioni ricevute dall’URSSAF e verificare tempestivamente la legittimità delle somme richieste nonché l’eventuale possibilità di contestarle.
Assistenza legale Il nostro Studio assiste lavoratori italiani che, dopo il loro rientro in Italia, hanno ricevuto richieste di pagamento da parte dell’URSSAF. Il fatto che l’URSSAF richieda il pagamento di determinate somme non significa necessariamente che tali importi siano effettivamente dovuti. In molti casi è possibile contestare le richieste, dimostrando che l’attività professionale in Francia era cessata e che, pertanto, i contributi richiesti devono essere corretti, ridotti o annullati.
A tal fine è necessario analizzare diversi elementi, tra cui, a titolo esemplificativo, la data effettiva di cessazione dell’attività in Francia, l’assenza di esercizio di attività professionale sul territorio francese, la residenza fiscale del contribuente e l’eventuale iscrizione e contribuzione presso l’INPS o altri enti previdenziali italiani.
Il nostro Studio assiste i clienti nella verifica della legittimità delle somme richieste dall’URSSAF, nella raccolta e organizzazione della documentazione necessaria e nei rapporti con le autorità francesi, al fine di ottenere, ove ne ricorrano i presupposti, la riduzione o l’annullamento del debito contributivo.
Con avvocati qualificati in Francia e in Italia, lo Studio Giambrone & Partners France è in grado di assistere i clienti nelle problematiche previdenziali transfrontaliere, coordinando la gestione dei rapporti con gli enti competenti nei due Paesi e offrendo un supporto completo sia nella fase stragiudiziale sia nell’eventuale contenzioso.
