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Acquistare un Riad o un terreno in Marocco: i rischi legati agli immobili non iscritti (Melkia)
Il settore immobiliare in Marocco è caratterizzato da un’architettura particolare, che combina la cultura tradizionale marocchina, in particolare lo zellige, con l’edilizia moderna di alto livello. Tuttavia, che si tratti dell’acquisto di un terreno, di un Riad o di qualsiasi altro bene immobile, la questione non riguarda soltanto la natura del bene, ma soprattutto il suo status giuridico e le procedure amministrative necessarie per garantire la sicurezza del suo acquisto.
Infatti, il regime fondiario in Marocco ha attraversato diverse fasi di evoluzione, passando progressivamente da un regime tradizionale e consuetudinario, fondato in particolare sulla Melkia, verso un regime giuridico maggiormente sicuro, basato sull’immatricolazione fondiaria e sull’istituzione di un titolo fondiario.
La Melkia: un regime tradizionale confrontato con problematiche di sicurezza giuridica
Innanzitutto, la Melkia costituisce un documento redatto dalle parti presso un Adoul, ossia un pubblico ufficiale autorizzato a ricevere e ad attestare determinati atti giuridici conformemente alle norme del diritto musulmano e alla legislazione marocchina. Essa consente, in particolare, di attestare l’esistenza di un diritto di proprietà su un bene immobile non immatricolato. Questo mezzo di prova, tradizionalmente diffuso in Marocco, soprattutto nelle zone rurali, presenta il vantaggio di essere relativamente semplice, rapido e poco costoso.
Tuttavia, nonostante tali vantaggi, la Melkia presenta alcune limitazioni in materia di sicurezza giuridica. L’assenza di un titolo fondiario può, in particolare, rendere più difficile l’identificazione certa del proprietario e favorire controversie tra più soggetti che rivendicano la proprietà. In caso di controversia, la forza probatoria della Melkia può quindi essere confrontata con altri elementi di prova, quali il possesso, le testimonianze, gli atti o ancora le perizie.
Allo stesso modo, le transazioni relative a beni sottoposti al regime della Melkia possono presentare alcune difficoltà. La vendita, la donazione o la costituzione di diritti reali possono essere più complesse a causa dell’assenza di un titolo fondiario che consenta di verificare con certezza la situazione giuridica del bene. Tale situazione può inoltre aumentare i rischi di frode, in particolare le doppie vendite, le controversie sulla proprietà o le rivendicazioni concorrenti.
La sicurezza della proprietà immobiliare attraverso l’immatricolazione fondiaria in Marocco
In Marocco, la sicurezza giuridica di un bene immobile si basa essenzialmente sulla sua immatricolazione fondiaria, che consente di sottoporre l’immobile al regime della pubblicità fondiaria e di istituire un titolo fondiario. Infatti, l’immatricolazione ha lo scopo di sottoporre definitivamente l’immobile al regime dell’immatricolazione fondiaria e dà luogo all’istituzione di un titolo fondiario dopo una procedura di purga dei diritti anteriori che non siano menzionati sul medesimo. L’immatricolazione presenta quindi un’importanza fondamentale in materia di sicurezza e stabilità dei diritti immobiliari. Essa consente di identificare con precisione il proprietario, di determinare la consistenza, i confini e la superficie del bene e di far risultare i diritti reali che lo gravano. Soprattutto, una volta istituito, il titolo fondiario costituisce il punto di partenza dei diritti reali e degli oneri fondiari esistenti sull’immobile, ad esclusione dei diritti non iscritti. Esso è, in linea di principio, definitivo e inoppugnabile.
La procedura di immatricolazione fondiaria inizia con il deposito di una richiesta di immatricolazione presso il Conservatore della proprietà fondiaria. Essa può essere presentata, in particolare, dal proprietario o da determinati titolari di diritti reali. Il richiedente deve fornire i titoli, gli atti e i documenti che consentano di dimostrare il proprio diritto di proprietà, nonché le informazioni relative all’immobile.
Dopo il deposito della richiesta, la procedura comprende, in particolare, la pubblicazione della domanda al fine di informare i terzi, seguita dalla delimitazione catastale dell’immobile da parte di un ingegnere geometra-topografo. Tale operazione consente di determinare materialmente i confini del bene e di raccogliere eventuali contestazioni da parte dei proprietari confinanti o dei titolari di diritti. I terzi che sostengono di disporre di un diritto sull’immobile possono quindi presentare un’opposizione all’immatricolazione, in particolare quando contestano il diritto di proprietà del richiedente, i confini del bene o rivendicano un diritto reale suscettibile di essere iscritto nel titolo fondiario. In assenza di opposizione, oppure quando le opposizioni sono state definitivamente risolte, il Conservatore può procedere all’immatricolazione. Quando permangono delle opposizioni, il fascicolo viene trasmesso al tribunale competente affinché si pronunci sui diritti oggetto di controversia.
Al termine di tale procedura, ogni immobile immatricolato dà luogo all’istituzione di un titolo fondiario da parte del Conservatore. Esso contiene, in particolare, la descrizione dell’immobile, i suoi confini e la sua superficie, l’identità del proprietario, nonché i diritti reali esistenti sul bene.
Pertanto, l’immatricolazione fondiaria costituisce un vero e proprio strumento di tutela della proprietà immobiliare: consente di chiarire la situazione giuridica del bene, proteggere il proprietario e garantire la sicurezza delle transazioni immobiliari. Essa segna inoltre una differenza fondamentale rispetto alla proprietà semplicemente attestata mediante documenti tradizionali, poiché il titolo fondiario offre un quadro particolarmente importante di pubblicità e stabilità dei diritti.
