Leopoldo  Marchese

Leopoldo Marchese

Of Counsel
Diritto Penale  /  Diritto Societario & Commerciale
  • leopoldo.marchese@giambronelaw.com
  • +39 02 9475 4184

Leopoldo Marchese è of Counsel presso la sede di Milano. Leopoldo esercita la professione forense dal 1993, vanta una specifica competenza nel diritto penale ma fornisce assistenza legale anche in materia di diritto privato e societario, rappresentando, grazie alla sua versatilità professionale, clienti di altissimo profilo. 

L’Avvocato Leopoldo Marchese ha conseguito la laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma – La Sapienza nel 1990.

Dal 1993 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Lamezia Terme ed è da anni patrocinante in Cassazione.

Ad oggi, segretario della Camera Penale del suo foro, dopo essere stato socio fondatore e componente del Direttivo della stessa da sempre.

È da tre anni tra i relatori dei Corsi di difensore di Ufficio e Corsi di formazione gestiti dalla Camera Penale di appartenenza.

L’Avv. Leopoldo Marchese vanta una specifica competenza nel diritto penale e ha maturato una lunga esperienza nell’assistenza e nella consulenza di società e privati (anche nelle vesti di soggetti danneggiati). Nella sua intensa carriera si è occupato di diritto penale economico, con una speciale vocazione per i reati finanziari, societari e fallimentari nonché per i delitti contro la pubblica amministrazione.

Ha assistito politici e partecipato altresì a processi per reati di associazione dedita alla commissione di truffe comunitarie, con responsabilità anche di magistrati del distretto di Catanzaro.

Si occupa di delitti contro la persona, dalle più cruente vicende omicidiarie ai reati di atti persecutori, quest’ultimi sempre più diffusi nell’ambito della c.d. violenza di genere.

Oltre ad avere una solida esperienza nelle aree del diritto penale predette, l’Avv. Leopoldo Marchese è anche fortemente impegnato nell’ambito dei reati associativi di stampo mafioso, non solo in Calabria, ma altresì in Puglia, Lazio, Campania e Lombardia.

Italiano e Inglese

Nel 2016 ha raggiunto un importante traguardo nel panorama giurisprudenziale, in tema di misure cautelari applicabili a chi sia imputato di reato associativo ex art. 416 bis c.p. La Suprema Corte, infatti, con la sentenza n. 23012/16, accogliendo il ricorso dell’Avv. Leopoldo Marchese, ha in sostanza modificato l’orientamento fino a quel momento vigente, secondo cui per gli imputati di associazione di stampo mafioso era ammissibile solo la misura cautelare carceraria. I giudici di legittimità hanno dunque annullato senza rinvio un’ordinanza del Tribunale del Riesame, mantenendo per l’imputato la misura cautelare degli arresti domiciliari e apprezzando positivamente, sotto il profilo cautelare, tutti gli elementi allegati dal difensore, ritenendoli così idonei a superare la presunzione relativa di pericolosità e quella assoluta di adeguatezza della custodia carceraria.

Milano

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