La convivenza di fatto dà diritto al permesso di soggiorno?
La convivenza di fatto dà diritto al permesso di soggiorno?

Il testo del D.lgs 6 febbraio 2007, n. 30, di attuazione della direttiva europea relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri,  all’art. 3 recita: “lo Stato membro ospitante, conformemente alla sua legislazione nazionale, agevola l'ingresso e il soggiorno delle seguenti persone: […] b) il partner con cui il cittadino dell'Unione abbia una relazione stabile debitamente attestata dallo Stato del cittadino dell'Unione”.

 

Tale dispositivo, letto in combinato disposto con il testo della legge Cirinnà, la n. 76 del 2016,  che dà  rilievo giuridico alla coppia di fatto, intesa quale unione di “due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile”, sembrerebbe ammettere la possibilità di ingresso e soggiorno in Italia degli extracomunitari che abbiano stipulato un contratto di convivenza con il partner cittadino italiano.

 

La questione, però, rimane tutt’ora controversa.

 

Anche l’Italia, come altri Paesi prima, ha riconosciuto altre forme di unione tra due persone, diverse dal matrimonio, che consentono il riconoscimento alla coppia di una serie di diritti familiari, mentre rimane aperta la questione se le stesse diano luogo anche al  diritto di soggiornare e risiedere in Italia.

 

La permanenza sul territorio della Repubblica del cittadino extracomunitario è subordinata alla titolarità di un regolare permesso di soggiorno, che può essere rilasciato per diversi motivi (studio, cure mediche, lavoro, asilo politico etc..) tra cui anche motivi di  famiglia e ricongiungimento familiare.

 

Presupposto per l’ottenimento di un permesso di soggiorno per motivi familiari o ricongiungimento familiare, è dunque, tra gli altri, il matrimonio con un cittadino italiano.

 

Pertanto, sebbene non sia messo in dubbio, che il permesso di soggiorno fondato su motivi di famiglia possa essere ottenuto dal cittadino straniero unito civilmente al cittadino italiano, d’altra parte, è discussa la possibilità, per il convivente extracomunitario di cittadino italiano, di richiedere un permesso di soggiorno per lo stesso motivo.

 

Ed infatti, la legge n. 76 del 2016 non equipara espressamente i conviventi di fatto ai coniugi.

 

Nello specifico, la convivenza di fatto può riguardare sia le coppie etero che omosessuali.

 

Per legalizzare la convivenza, bisogna iscriversi all’anagrafe. È poi sufficiente che uno dei due partner, compili un modulo di dichiarazione di residenza indicando i dati anagrafici dell’altro partner, e dichiarando la convivenza per vincoli affettivi”. Questa dichiarazione può essere fatta tramite raccomandata, fax o email. Chi ha fatto la richiesta diventa responsabile di questa convivenza davanti alla legge. Bisogna anche inviare la copia dei documenti d’identità dei due partner.

 

Si rimane dunque in attesa di una circolare ministeriale attuativa della legge Cirinnà, che faccia chiarezza sulla questione.

 

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