I contratti d'investimento con le banche: prevenire è meglio che curare!
I contratti d'investimento con le banche: prevenire è meglio che curare!

La questione della forma scritta del contratto di investimento rimessa alle Sezioni Unite - requisiti di forma quando sono rispettati? Come posso tutelarmi prima della sottoscrizione e divenire investitore informato?

 

 

La questione relativa al se il requisito della forma scritta del contratto di investimento esiga, accanto a quella dell’investitore, anche la sottoscrizione “ad substantiam” dell’intermediario è stata rimessa con ordinanza del 27 Aprile 2017 n.10447 dalla Prima Sezione al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite.

 

La vicenda in concreto che coinvolge la Cassazione riguardava la domanda di alcuni investitori che chiedevano che venisse accertata la nullità o, in subordine, l'annullamento del contratto quadro di gestione, consulenza ed amministrazione di portafogli sottoscritto solo dai clienti e non anche dal funzionario di banca.

 

La domanda veniva rigettata in primo e in secondo grado.

 

La questione non è affatto irrilevante poichè, secondo la prassi del settore bancario, la conclusione del contratto di investimento (c.d. contratto-quadro) si attua, al fine di rispettare i requisiti della forma e della consegna dello stesso al cliente, con la sottoscrizione di quest'ultimo del contratto, che resta in possesso della banca, seguita dalla consegna al cliente di altro documento identico al primo, a firma della banca, in modo tale che, allo scambio documentale, segue la disponibilità, in capo a ciascuna parte dell'originale sottoscritto dall'altra.

 

Il provvedimento mette in evidenza l’esigenza di evitare che si verifichino comportamenti contrari a buona fede da parte dell’investitore quando la banca non abbia sottoscritto il contratto quadro e se non possa addirittura ipotizzarsi in tali casi una convalida del contratto nullo. Secondo quanto disposto dall’art. 1423 c.c., infatti, il contratto nullo non può essere convalidato, se la legge non dispone diversamente. L’ipotesi è quella dell’investitore che impugni per nullità il contratto, a lungo eseguito, solo a seguito di una perdita e questo potrebbe un caso in cui la legge dispone diversamente.

 

La Corte d’Appello di Torino con sentenza del 26 Marzo 2013 ha confermato la decisione di primo grado, che aveva respinto tutte le domande volte all’accertamento della nullità, o in subordine dell’annullamento o alla risoluzione per inadempimento, nonché alla condanna alle restituzioni sia del capitale iniziale sia del saldo in negativo del rapporto di gestione patrimoniale con riguardo ai contratti di gestione patrimoniale, investimento e finanziamento conclusi con Banca Sella Spa sin dal 1997.

 

Avverso questa sentenza propongono ricorso gli investitori. Resiste con controricorso la Banca Sella s.p.a.

 

Quali sono gli obblighi informativi delle banche al momento della sottoscrizione di tali contratti? Prima di sottoscrivere tali contratti cosa un investitore avveduto è necessario che sappia?

 

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Ma Giambrone è presente non solo quando il danno è fatto, ma ancor prima,  perché non è solo un detto che “prevenire è meglio che curare!”.



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