Gli studenti stranieri in Italia: perché scegliere di frequentare un Ateneo italiano e soprattutto come riuscirci.
Gli studenti stranieri in Italia: perché scegliere di frequentare un Ateneo italiano e soprattutto come riuscirci.

GUIDA INTRODUTTIVA ALLE PROBLEMATICHE E AGLI ADEMPIMENTI RELATIVI ALL'OTTENIMENTO DEL VISTO DI STUDIO PER L'ITALIA

 

Secondo i dati MIUR del 30 marzo 2017 sono quasi 815.000 le alunne e gli alunni con cittadinanza non italiana presenti nelle nostre classi, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di II grado. Sono il 9,2% del totale della popolazione scolastica. Una presenza ormai strutturale e pressoché stabile: rispetto al precedente anno scolastico le studentesse e gli studenti sono lo 0,1% in più. Le nazionalità maggiormente rappresentate sono Romania, Albania e Marocco. In crescita anche quelle asiatiche, in particolare la Cina e le Filippine.

 

Per quanto riguarda invece le classi delle università italiane, secondo i gli ultimi dati ufficiali MIUR a disposizione, purtroppo datati 2015, negli atenei italiani si contavano 70.339 iscritti stranieri. Cifre bassissime soprattutto se confrontate con il numero di 271.399 rappresentante gli stranieri frequentanti in Francia, o ai 206.986 della Germania.

 

Il bilancio è in crescita negli anni, ma non abbastanza, soprattutto ora che, con i contraccolpi della Brexit e la possibilità di intercettare il flusso di studenti spaventati dal rincaro delle rette nei college anglosassoni, l’Italia potrebbe presentarsi come un’interessante alternativa alle università inglesi.

 

In uno Stato come quello italiano, che si fregia di aver tra le migliori università mondiali, ed infatti in base al ranking mondiale 2017 ben 4 Atenei italiani sono nella top 200, ed inoltre vanta l’università più antica della storia (l’Alma Mater di Bologna, nata nel 1088) ci si aspettano risultati migliori.

 

Ma allora perché il numero di stranieri è così basso?

 

Una delle concause è da imputarsi, senza dubbio, nelle difficoltà incontrate dagli studenti di alcuni Paesi nell’ottenere un permesso da parte del nostro Stato per poter vivere e studiare nel Bel Paese.

 

Infatti, complici le politiche anti migranti degli ultimi anni, giustificate per alcuni dall’enorme numero di ingressi, le porte dello Stato italiano sono sempre più invalicabili per gli studenti stranieri che, invece, potrebbero costituire una preziosissima risorsa per il Paese.

 

Per chi volesse entrare in Italia a studiare la via da percorrere è lunga ma non è impossibile, di certo ci sono dei requisiti da rispettare e serve una certa capacità economica a disposizione.

 

I principali problemi che incontrano gli aspiranti studenti in Italia sono:

- Scarsa conoscenza dalla lingua italiana. Indispensabile non solo per ottenere il visto di studio ma anche per comunicare con le varie amministrazioni in loco (università, questura, banca …);

- Costi della frequentazione universitaria piuttosto alti. Si parla di tasse d’iscrizione, se non si è in diritto ad ottenere una borsa di studio, pari ad un minimo di euro 1.000 annui, che potranno anche decuplicare a seconda dell’Ateneo scelto;

- Incapacità nel superare l’esame d’ingresso alle facoltà italiane. Infatti questi sono notoriamente esami difficili e basati su conoscenze acquisite negli anni della scuola superiore di II grado italiana;

- Non rispetto e, a volte, non conoscenza, delle numerosissime scadenze imposte dal sistema universitario e burocratico italiano e mancanza di alcuni documenti richiesti.

 

Di seguito una breve guida introduttiva per chi custodisse il sogno di diventare un vero e proprio Dottore italiano.

 

Per l’iscrizione al primo anno d’università bisogna innanzitutto passare dal tramite del ufficio studi del Consolato italiano a Tunisi per la consegna del proprio diploma, tradotto e legalizzato. Si dovrà consegnare anche una dichiarazione del valore del proprio diploma, ottenibile sempre al Consolato italiano, traduzione e legalizzazione del proprio registro voti ed un documento certificante il risultato dell’esame di lingua italiana. Questo ultimo requisito è uno dei punti più ostici in assoluto, serve infatti, per poter anche solo far domanda di visto, un livello di conoscenza della lingua italiana B2, che corrisponde a un livello di conoscenza intermedio alto. Secondo il quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue, chi ha un livello B2 di conoscenza dell’italiano “comprende autonomamente le idee principali di testi complessi su argomenti sia concreti sia astratti, come pure le discussioni tecniche sul proprio campo di specializzazione. È in grado di interagire con una certa scioltezza e spontaneità che rendono possibile un'interazione naturale con i parlanti nativi senza sforzo per l'interlocutore. Sa produrre un testo chiaro e dettagliato su un'ampia gamma di argomenti e riesce a spiegare un punto di vista su un argomento fornendo i pro e i contro delle varie opzioni”.

 

Infine, si richiede l’ottenimento del Visto per studio, che consentirà di entrare nel Paese.

 

Per ottenere il visto per studio servirà presentare al Consolato competente:

- Apposito formulario di domanda compilato;

- Passaporto in corso di validità e con validità superiore di tre mesi rispetto alla durata totale del soggiorno previsto;

- Biglietto aereo di andata e di ritorno per e dall’Italia;

- Garanzia che effettivamente si andrà a frequentare il corso di studio dichiarato, ossia iscrizione o preiscrizione all’università italiana;

- Documento comprovante mezzi di sostentamento in Italia sufficienti e necessari.  Si dovrà infatti provare di trovarsi in una situazione socio-economica o in una posizione lavorativa e familiare che possa garantire il suo effettivo interesse a far rientro in Patria al termine del periodo di validità del visto;Prova dell’idoneo alloggio in Italia;

- Polizza assicurativa per le spese mediche ed i ricoveri ospedalieri.

 

Tale elenco è meramente orientativo, infatti spesso vengono richiesti altri documenti dal Consolato, che verificherà la bontà della documentazione e della richiesta.

 

Una volta arrivati in Italia sarà necessario richiedere il permesso di soggiorno per studio, che secondo la legge n.128 dell’8 novembre 2013, avrà durata pari ad un anno. Gli studenti stranieri dovranno dimostrare ogni anno di aver sostenuto esami o verifiche di profitto e saranno costretti a rinnovare annualmente il permesso di soggiorno annualmente.

 

Per l’accesso all’università gli atenei non stabiliscono più il numero di studenti stranieri ammessi ai loro corsi, tranne per i corsi a numero chiuso.

 

Al momento dell’ingresso in Italia il cittadino straniero dovrà inoltrare la richiesta di permesso di soggiorno alla Questura competente per territorio tramite l’invio di kit postale allegando: la fotocopia di tutto il passaporto, fotocopia della certificazione attestante il corso di studio da seguire vistata dall’ambasciata italiana, fotocopia della polizza assicurativa per malattia e infortunio.

 

Successivamente verrà convocato presso l’ufficio immigrazione della Questura competente, per il cosiddetto fotosegnalamento e il successivo rilascio del permesso.

 

Il permesso di soggiorno così ottenuto potrà poi essere convertito in motivi di lavoro solo nell’ambito del decreto flussi al termine del corso di formazione o tirocinio, presentando la domanda, nei tempi stabiliti dal decreto, tramite il modello apposito.

 

La richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno deve essere presentata, 30 giorni prima e non oltre 60 giorni dopo la data di scadenza del permesso originario, inviando il kit postale allegando, oltre alla fotocopia del passaporto, la fotocopia della documentazione attestante la disponibilità di adeguate risorse finanziarie, la fotocopia della polizza assicurativa (o dell’iscrizione volontaria all’SSN) e la fotocopia della certificazione attestante il superamento di almeno un esame di profitto per il primo rinnovo e di due per i successivi. Il permesso di soggiorno per studio a seguito dell’entrata in vigore del d.lgs. 154/2007 può essere rinnovato anche qualora si cambi il corso o la sede del corso (telegramma Ministero dell’Interno 7 dicembre 2006).

 

Infine, fondamentali, ecco una serie dei diritti a cui si accede ottenendo il permesso di soggiorno per studio:

- Ci si potrà recare in tutti i Paesi dell’Area Schengen per periodi inferiori a tre mesi senza adempiere a nessun obbligo formale ed esente da visto di ingresso;

- Si potrà richiedere la concessione della cittadinanza italiana dopo 10 anni di residenza;

- Sarà possibile iscriversi al Ssn – Servizio Sanitario Nazionale – volontariamente pagando una quota forfettaria a titolo partecipativo o sottoscrivere un’assicurazione per malattia e infortunio privata).

 

Qualora intendeste conoscere le procedure necessarie per studiare in Italia o aveste problemi nell’ottenere il vostro visto per l’Italia lo Studio Legale Giambrone&Partners sarà lieto di accogliervi in una delle sue sedi e di fornirvi assistenza legale in molteplici e svariate lingue. Per contatti non esitate a chiamarci al  +39 091 743 4778.



Iscriviti alla newsletter