Effetto Brexit: il rischio sfruttamento sul lavoro per i cittadini Europei
Effetto Brexit: il rischio sfruttamento sul lavoro per i cittadini Europei

Secondo l’ultima ricerca condotta da FLEX (Focus on Labour Exploitation) e LEAG ( Labour Exploitation Advisory Group), due enti di controllo britannici per i casi di sfruttamento sul luogo di lavoro, nel Regno Unito, dopo il referendum per la Brexit, sembrerebbero essere aumentati i casi di sfruttamento sul luogo di lavoro. Secondo i due enti, molti cittadini Europei sarebbero stati avvertiti di non godere più degli stessi diritti dei cittadini Britannici.

 

La mancanza di chiarezza relativamente alla posizione dei lavoratori stranieri da fonti ufficiali e la disinformazione diffusa hanno incoraggiato alcuni datori di lavoro a introdurre condizioni di lavoro sfavorevoli nei confronti dei cittadini Europei, spinti dalla falsa convinzione che questi non avessero più pari diritti rispetto ai cittadini Britannici.

 

Questa convinzione è errata per due motivi; in primo luogo i cittadini Europei godono, al momento attuale, degli stessi diritti dei cittadini Britannici e, in secondo luogo, il Regno Unito si trova ancora all’interno dell’Unione Europea. Pertanto, in materia di eguaglianza di dirtti non è cambiato nulla.

 

Secondo la LEAG i lavoratori stranieri denunciano condizioni lavorative peggiorate, abusi e sfruttamento, a seguito del referendum della Brexit. Tuttavia rimangono ancora moltissime domande relativamente allo status dei migranti, in modo particolare per coloro che provengono da paesi in cui il mercato del lavoro è piuttosto precario. L’ente ha, inoltre, rilevato un incremento del 734% delle richieste di consulenza relativamente a pratiche discriminatorie sul luogo di lavoro.

 

L’atmosfera di incertezza e ostilità creata dal referendum della Brexit sembra avere creato l’opportunità perfetta per alcuni datori di lavoro senza scrupoli di creare un clima di terrore sulla base di un presunto status inferiore dei cittadini Europei. Sebbene il governo Inglese abbia dichiarato di voler regolamentare l’immigrazione dopo l’uscita dall’Unione Europea, devono ancora essere istituiti dei piani per proteggere i lavoratori da eventuali sfruttamenti. Poiché molti lavoratori ritengono che il loro diritto futuro di rimanere nel Regno Unito dipenderà dalla possibilità di certificare un precedente impiego, preferiscono spesso mantenere un lavoro in cui vigono condizioni di sfruttamento per paura di compromettere il proprio futuro nel Regno Unito.

 

Nick Gibb, Ministro per le Pari Opportunità Britannico, ha dichiarato di avere ricevuto un dossier dove sono riportati numerosi esempi di annunci immobiliari o di lavoro destinati in modo esclusivo (e illegale) ai cittadini Britannici e Irlandesi. Ad esempio, un annuncio per una posizione di lavoro che prevede il recupero di automobili noleggiate dalla Francia e dall Spagna e il loro rientro nel Regno Unito era esteso esclusivamente a cittadini britannici. Numerosi annunci immobiliari vengono estesi esclusivamente ai cittadini britannici o prevedono termini e condizioni differenti per i cittadini Europei.

 

A una donna polacca di 42 anni che si candidava per la posizione di “teaching assistant” veniva richiesta documentazione che comprovasse il suo diritto di lavorare nel Regno Unito, cosa che i cittadini europei non sono ancora tenuti a fare. Un concessionario di automobili avrebbe negato a una donna tedesca di 41 anni (nel Regno Unito dal 1998) di provare una delle proprie vetture a causa della sua patente europea, attualmente valida nel Regno Unito.

 

I cittadini Europei nel Regno Unito necessitano al più presto di informazioni chiare, facilmente intellegibili e accessibili in merito al loro diritto di risiedere e lavorare nel Regno Unito. Gli atteggiamneti discriminatori sono spesso difficili da dimostrare. Solo informazioni affidabili e coerenti possono porre fine a questo clima di incertezza e confusione.

 

Se desiderate sapere come la Brexit inciderà sul vostro futuro diritto di risieder e lavorare nel Regno Unito, non esistate a contattarci a clientservices@giambronelaw.com o allo 091 743 47 78

 



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