Brexit: Ryanair minaccia di sospendere i voli tra Europa e Regno Unito
Brexit: Ryanair minaccia di sospendere i voli tra Europa e Regno Unito

Rivolgendosi al Parlamento Europeo, l’ammininistratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, ha dichiarato che i voli tra il Regno Unito e l’Europa potrebbero essere sospesi per diversi mesi dopo l’inizio della Brexit, con uno scenario apocalittico di aeroporti britannici deserti, vacanze rovinate e con un conseguente trasferimento di tutti i velivoli Ryanair verso l’Europa. Questo potrebbe essere scongiurato qualora il Regno Unito riuscisse a delineare nuovi accordi relativi agli spazi aerei entro il 2019. La soluzione, non molto plausibile, di O’Leary sarebbe quella di ignorare l’esito del referendum. Tuttavia la necessità di risolvere la questione spazii aerei assume un’importanza fondamentale.

 

Negli ultimi anni, moltissime compagnie aeree (tra le quali anche Ryanair) hanno profittato dell’EU Open Skies Agreement, un accordo che consente ai velivoli di spostarsi liberamente in Europa. Contrariamente a molti altri settori, quello delle compagnie aeree non può appoggiarsi al World Trade Agreement. Si rende pertanto vitale la necessità di giungere a un nuovo accordo per consentire alle compagnie aeree di muoversi liberamente in Europa. Qualora lo scenario apocalittico di O’Leary dovesse manifestarsi, l’impatto sul Regno Unito e per il turismo in generale sarebbe incalcolabile.

 

Si prevede infatti che in mancanza di un accordo specifico per gli spazi aerei, già da marzo 2019 (la data prevista per l’inizio della Brexit), i voli tra l’Europa e il Regno Unito verrebbero sospesi per un periodo indefinito di tempo.

 

O’Leary sostiene, inoltre, che senza un accordo ad interim (piuttosto improbabile, a questo punto), non sussisterebbe nessuna base legale tale da consentire a Ryanair di volare tra il Regno Unito e l’Europa, comportando la sospensione di tutti i voli. Secondo le stime dell’amministratore delegato di Ryanair, sarebbe necessario ratificare un simile accordo entro Settembre 2018.

 

La Commissione Europea, responsabile per la parte Europea dei negoziati, ha rifiutato di procedere a qualsiasi tipo di negoziato senza le necessarie garanzie relative al futuro dei cittadini Europei nel Regno Unito.

 

O’Leary non è l’unico amministratore delegato di una compagnia aerea preoccupato dalla necessità di ratificare questo accordo. Anche Willie Walsh, amministratore delegato dell’International Airlines Group (in precedenza a capo di British Airways), ritiene sia necessario procedere alla ratificazione. Walsh ritiene inoltre che un accordo iniziale dovrebbe essere proposto e ratificato alla seconda seduta per i negoziati Brexit della prossima settimana, sostenendo quanto questo non sia un compito particolarmente arduo: “con il supporto delle politiche esistenti non dovrebbe essere particolarmente difficile ratificare un accordo sugli spazii aerei da implementare una volta che il Regno Unito ha lasciato l’Europa”. Su questo punto, O’Leary si trova piuttosto in disaccordo, sostenendo che in Europa aleggi un certo risentimento nei confronti del Regno Unito, senza inoltre risparmiare critiche nei confronti del Regno Unito, reo di non avere un “piano b” o addirittura una chiara idea su come procedere.

 

La minaccia di Ryanair di trasferire i velivoli al di fuori del Regno Unito potrebbe comportare una crescita smisurata per gli aeroporti Europei, mentre quelli Britannici come Heathrow potrebbero rimanere vuoti per mesi. E’ molto difficile intravedere un’alternativa per Ryanair e a questo punto è responsabilità del Regno Unito e dell’Unione Europea risolvere la situazione più velocemente possibile.

 

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