Brexit e immigrazione, ecco gli ultimo aggiornamenti
Brexit e immigrazione, ecco gli ultimo aggiornamenti

Un documento di 82 pagine su come il governo britannico intende cambiare le leggi sull’immigrazione in uno scenario post-Brexit ha destato significative preoccupazioni. Il documento descrive alcune delle proposte del governo per gestire il flusso di lavoratori non qualificati o poco qualificati una volta che il Regno Unito si sarà separato dall’Unione Europea.

 

Dal documento è possibile evincere che, nell’intenzione di mantenere un’alta competitività con i paesi più avanzati, il Regno Unito cercherà di attrarre forza lavoro altamente qualificata riducendo il numero di migranti non qualificati che potrebbero avere un impatto negativo sulla forza lavoro non qualificata locale.

 

La Nuova Zelanda, ad esempio, richiede un’offerta di lavoro prima di garantire un visto lavorativo. Il tipo e la durata del visto dipendono dal tipo di lavoro in questione. Il Canada accusa una carenza di manodopera non qualificata e garantisce ai lavoratori non qualificati che detengono un’offerta di lavoro, un visto temporaneo che garantisce loro di adempiere ai requisiti formativi richiesti.

 

Dal dibattito successivo è emersa l’intenzione del governo di riservare un trattamento diverso ai lavoratori qualificati e a quelli non qualificati limitando il permesso iniziale di soggiorno, una volta approvato, a due anni per i lavoratori non qualificati e a cinque anni per quelli qualificati. Il piano del governo sembrerebbe, inoltre, voler limitare la possibilità dei familiari di coloro che risiedono nel Regno Unito di raggiungere i propri cari, estendendola esclusivamente ai familiari diretti. Tutti coloro che vorranno ricongiungersi con i loro familiari nel Regno Unito dovranno essere in grado di fornire loro sostegno economico qualora questi non fossero in grado di lavorare.

 

Come già più volte espresso il Regno Unito non ha intenzione di imporre un cambiamento repentino. Qualsiasi l’esito dei negoziati Brexit in materia di immigrazione, il governo intende garantire un periodi di transizione di due anni prima dell’effettiva implementazione delle nuove misure.

 

Si tratta certamente di misure controverse che hanno già dato adito a scambi accessi tra ministri. Sarà necessario ascoltare le imprese tenendo in considerazione l’effettiva capacità del paese di assorbire cittadini stranieri. Circa 916.000 cittadini polacchi vivono nel Regno Unito, molti di più rispetto ai cittadini inglesi nel Regno Unito.

 

Si ritiene tuttavia che il documento rifletta quanto il governo inglese sia effettivamente costretto a tenere in considerazione il fatto innegabile che i cittadini britannici hanno votato, in parte, in favore della Brexit perché i lavoratori non qualificati britannici ritengono che le loro opportunità professionali fossero ostacolate dai cittadini europei.

 

Va ricordato inoltre che il documento trapelato rappresenta una mera proposta del governo e non tiene conto dei futuri negoziati con l’Unione Europea che si renderanno necessari.

 

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