Applicazione del principio di sussidiarietà in Sardegna: cessione di beni storici da parte della Regione agli Enti locali per 1€
Applicazione del principio di sussidiarietà in Sardegna: cessione di beni storici da parte della Regione agli Enti locali per 1€

Sulla scia del successo ottenuto con la vendita delle case ad 1€ nel territorio sardo (parliamo della vendita di vari immobili, da ristrutturare, venduti da diversi piccoli comuni come Nulvi e Ollolai, al prezzo simbolico di 1euro per combattere lo spopolamento della bella Sardegna) la Regione Autonoma della Sardigna ha deciso di alienare immobili del patrimonio disponibile regionale a favore dei Comuni in cui gli stessi si trovano: il tutto al costo simbolico di un caffè.

 

Questo è il contenuto della deliberazione N. 26/26 del 30.5.2017 che prevede la cessione, tra gli altri, anche dei seguenti immobili: l'hotel ex Esit di San Leonardo (Santu Lussurgiu), l'ex stazione di vedetta di Monti Russu (Aglientu), l'ex stazione semaforica di Capo Testa (Santa Teresa di Gallura) e l'ex scuola materna di San Pasquale (Tempio Pausania).

 

Immobili abbastanza noti localmente, che vengono affidati nelle mani delle amministrazioni locali affinché possano gestirli al meglio per il benessere della comunità locale.

 

Come anticipato, questo affidamento dei beni patrimonio regionale ai Comuni risponde al principio di sussidiarietà, ex art 118 della Costituzione:

 

Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.


I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali.


Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.”

 

In particolare, qui parliamo più propriamente della c.d. sussidiarietà verticale: le funzioni amministrative devono essere competenza, ove possibile e in rispetto dei principi di differenziazione ed adeguatezza, dell’ente più vicino al cittadino, salvo deroghe, dei Comuni per l’appunto.

 

Volendo fare un breve excursus sul principio, a livello interno (infatti esso è anche uno dei principi generali europei), si citano le seguenti leggi, che hanno poi portato al suo inserimento in Costituzione:

- Legge n. 59/1997, la cosiddetta legge Bassanini;

- Legge n. 265/1999, poi confluita nella legge 267/2000, testo unico di ordinamento sugli enti locali, t.u.e.l.;

- La legge cost. n. 3/2001, legge di riforma del titolo V, parte II, Costituzione;

- Giurisprudenza costituzionale, che ha ritenuto ammissibili deroghe alla, fino a quel momento, rigida ripartizione delle competenze tra Stato e regioni: Sent. 303/2003, 172/2004; 31, 242, 285 e 383 del 2005 ecc.

 

Questo patrimonio trasferito ai Comuni si ritiene verrà utilizzato per programmi di sviluppo del territorio più ambiziosi, grazie a varie intese in programma tra Regione ed Enti locali.

 

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